• 29 May 2024
Healthcare e Realtà Virtuale

E’ davvero sorprendente la quantità di cose che possono essere fatte unendo la VR con il mondo dell’Healthcare.

Il futuro della ricerca in un visore

Il prof. Shafi Ahmed, nel non troppo lontano 2016, ha portato a termine il primo intervento chirurgico della storia con l’ausilio della Realtà Virtuale (VR). Tutti in diretta, e online, hanno potuto vedere quello che il medico stava facendo. Sappiamo infatti che è possibile trasmettere attraverso la VR le stesse immagini che l’utente immerso vede, nel medesimo istante. Siamo ormai nel 2022 e la Realtà Virtuale fa parte di tutti quei meccanismi che sono legati alla ricerca, all’interno del mondo medico-scientifico. In particolare questa stessa tecnologia immersiva viene utilizzata oggi per fare training ai futuri chirurghi e con ottimi risultati.

Allo stato attuale ci sono aziende come ImmersiveTouch Osso VR in grado di offrire soluzioni in VR per permettere agli stessi medici di domiciliare le loro abilità o, più semplicemente, di allenarsi. E’ stato infatti dimostrato che la Realtà Virtuale supera di gran lunga i metodi utilizzati fono ad ora per formare la categoria specializzata in interventi molto delicati. I dati parlano molto chiaro. I chirurghi che si sono allenati con le tecnologie virtuali immersive, hanno avuto un aumento delle loro prestazioni del 230% rispetto ai colleghi che seguivano percorsi di allenamento tradizionale (fonte: Harvard Business Review).

Realtà Virtuale e degenza ospedaliera

Parliamo di pazienti. Nessuno di noi è mai felice di trascorrere del tempo in ospedale. Lo stato d’ansia che accompagna molti pazienti prima dell’intervento è una prerogativa quotidiana. La paura del dolore e del post operatorio poi fanno il resto. Lo sappiamo. Sono stati fatti diversi studi (pratici) su pazienti ai quali è stato detto di utilizzare un visore in VR prima, durante (se in anestesia locale) e dopo l’intervento. In particolare presso il St. George’s Hospital di Londra, si sono potuti osservare grandi progressi. Molti dei pazienti hanno così riferito di aver avuto un’esperienza di gran lunga superiore e molto più rilassante grazie alla Realtà Virtuale. Il 94% ha detto di essersi sentito molto più rilassato e meno ansioso. Addirittura l’80% ha sentito molto meno dolore. In particolare pazienti con post chirurgico doloroso in zona gastrointestinale hanno affermato di avere avuto una riduzione evidente dei livelli di dolore.

Healthcare e VR

Empatia medica e convegni in VR

Per chi è del settore, è risaputo che un convegno medico-scientifico spesse volte rischia di non tenere un’attenzione significativa da parte del pubblico, dopo molte ore. Capita anche che le immagini proiettate sui monitor siano abbastanza noiose (per non dire estremamente). L’innovazione apportata dalla VR si basa soprattutto sulla generazione di uno stadio di interazione molto più alto. E tutto questo va solo a beneficio del pubblico partecipante. Avere la capacità di strutturare un intero convegno in VR vuol dire prima di tutto cambiare l’ottica dei partecipanti. VR è sinonimo di esperienza coinvolgente e diretta. Gaming nell’utilizzare i device anche su rapporti di grande serietà, possibilità di visualizzare in 3D gli argomenti trattati e molte altre opportunità. Questo fa aumentare il coinvolgimento dei partecipanti creando immediata empatia.

Metaverso, Healthcare e Realtà Virtuale

In ambito sanitario il metaverso sta facendo grandissimi passi in avanti. La Sanità sta spingendo in maniera totale verso la digitalizzazione delle cure e dei rapporti tra medico e paziente. Sono molti i sistemi di telemedicina sviluppatisi dopo il periodo pandemico. Parliamo allora di connected care e di decentralizzazione (si spera ben presto) delle cure e dei dati raccolti. Quello che la Realtà Virtuale può fare è ospitare i pazienti all’interno di spazi in cui poter interagire con i professionisti della medicina di riferimento. Quello che ci preme di più far sapere è che l’obiettivo dell’innovazione digitale risiede tutto nel creare nuove opportunità a supporto di quelle tradizionali. Non un mondo unico e parallelo, ma un aiuto concreto che vada a migliorare la qualità professionale delle prestazioni mediche. Tutto questo con il tempo implicherà un’accessibilità di gran lunga migliore ai percorsi di cura. E il risultato finale sarà un rapporto unico e reale tra medico e paziente e tra Sanità e pubblico, senza tralasciare la formazione del personale medico.