Il tema della digitalizzazione delle imprese prende sempre più campo. Ci sono i fondi, ci sono le idee, ma ancora poca dimestichezza con l’argomento, soprattutto quando si parla di Extended Reality (XR). Vorrei focalizzare questo articolo sulla necessità che ritengo anche abbastanza urgente di guardare al futuro delle “cose”. Il cambiamento di qualunque settore non può avvenire se non ci sono slanci di interesse collegati ad una vera e pratica (e quindi reale) formazione interna.
Formazione e innovazione
Di Metaverso ne parliamo tutti i giorni, ma sembra sempre che ci sia una linea oltre la quale ancora non vogliono avanzare le PMI, soprattutto quelle italiane. Eppure i progressi che la Realtà Mista sta facendo sono davvero il fiore all’occhiello del nuovo comparto innovativo tecnologico. Non possiamo parlare di anni già trascorsi, perché l’argomento, seppur trattato da Zuckerberg in maniera più plateale, trova solo da un paio di annate a questa parte, un reale interesse da parte dei media e degli utenti globali.
Sono certamente già diverse le aziende che stanno nascendo con l’obiettivo di costruire e quindi di gestire parti del Metaverso, ma il riscontro deve avvenire comunque attraverso un percorso formativo. Quello a cui si sta cercando di mirare, nell’ottica di inquadramento tecnologico è proprio la creazione di nuove forme di intrattenimento ed interazione sociale che non esulino dall’ambiente lavorativo, ma che anzi lo coinvolgano appieno. Portare avanti un discorso commerciale in modalità immersiva prevede tutta una serie di step che sono facilmente spiegabili.
Parliamo naturalmente di piattaforme virtuali all’interno delle quali modulare una possibilità di connessione tra utenti che possa, nel caso del settore imprenditoriale, portare poi ad una nuova monetizzazione. Gli sviluppatori elaborano e gli utenti collaborano alla crescita degli spazi immersivi, utilizzandoli liberamente e con modalità sempre diverse. Quello che ormai abbiamo compreso è che il Metaverso rappresenta un mercato in rapida crescita e, come si è più volte sottolineato, è previsto che gli investimenti e le acquisizioni in questo spazio aumenteranno in maniera esponenziale nei prossimi anni.
Quello che il Metaverso può insegnare
Se ci presentiamo ad un’azienda che vuole entrare nel Metaverso, è chiaro che la prima linea che si va a proporre è quella legata all’utilizzo di device collegati a piattaforme di Realtà Virtuale. Ad oggi i settori in cui questo approccio è già arrivato ad un punto pratico sono quello sanitario, dell’istruzione e dell’intrattenimento. Nel settore sanitario, la VR viene utilizzata per la formazione, la terapia e la riabilitazione. In quello dell’istruzione, l’esperienza immersiva porta alla creazione di esperienze di apprendimento molto coinvolgenti. Non manca la percentuale (forse ad oggi quella più forte) legata all’intrattenimento, dove la Realtà Virtuale viene utilizzata per creare nuove forme di gioco ed altre tipologie di esperienze.
E sul posto di lavoro? Come si usa questo Metaverso? Secondo il rapporto di Markets and Markets, l’uso della Realtà Virtuale e Mista all’interno delle aziende è in crescita, con un utilizzo specifico di device applicati ad esercizi di team-building, formazione a distanza e brainstorming virtuali. Questo dovrebbe portare il mercato globale della VR a raggiungere i 44,7 miliardi di dollari entro il quest’anno, con un tasso di crescita annuale del 27,3%. Quindi, la Realtà Virtuale si sta affermando come strumento prezioso per le aziende, offrendo modi nuovi e innovativi per migliorare la produttività e la creatività.
Device e apprendimento
Cos’è però che ancora lascia spazio al dubbio? Inizialmente si pensava che il costo dei device fosse troppo elevato. In realtà poi con la distribuzione globale degli Oculus Quest 2, così pubblicizzati come ingresso prediletto di Meta, le cose sono un po’ cambiate. Trecento dollari per un visore oggi si possono integrare in un preventivo aziendale interno. Sì, ma poi chi spiega cosa? Per questo motivo sono nati e stanno continuamente nascendo corsi di formazione XR. Questo perché chi è abituato ai vecchi metodi della call (generati soprattutto dalle esigenze pandemiche) ancora non prende in considerazione l’idea di una riunione in modalità immersiva.

Eppure l’utente-lavoratore immerso è sottoposto ad una serie di esperienze emotive che andrebbero valutate per la loro positiva ricaduta. Quando un utente è immerso all’interno di uno spazio virtuale la sua esperienza può variare naturalmente a seconda dell’ambiente in cui si trova. se trattiamo l’argomento luogo di lavoro e chiaro che l’immersività dovrà portare ad una interazione emotiva che racchiuda determinate sensazioni.
Prima fra tutte quella di percepire come reali le caratteristiche della location all’interno della quale ci si viene a trovare. La libertà è poi un’altra caratteristica fondamentale che normalmente non trova grandi appigli nella gestione emotiva quotidiana del proprio lavoro all’interno di uno spazio condiviso con altri dipendenti o colleghi. E ancora e soprattutto, la connessione profonda che si viene a creare nell’interazione di ciò che la consapevolezza di una connessione sia in grado di creare. Una condivisione finalizzata al far parte di una vera e propria community.
Conclusioni
La gestione della formazione che un’azienda dovrebbe proiettare in funzione del Metaverso può nascere dal primo e facile step di acquisizione non solo dei device ma delle indicazioni basiche per poter entrare in una location virtuale. Il resto nasce poi come compendio e riflessione su quelle che sono realmente le necessità e le linee che si vogliono perseguire.







11 replies on “Aziende e loro formazione nel Metaverso”
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