13 Aprile 2024 aggiornato alle 12:00
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E-commerce e Metaverso: dalla socialità all’ecologismo

Metaverso, e-commerce e socialità

Indice

Se proviamo a parlare del mondo virtuale del Metaverso e lo colleghiamo a voci come e-commerce, ecologia, socialità, capiamo subito che si tratta di una visione molto futuristica. E’ anche vero, che si tratta di termini che fanno pensare a temi totalmente diversi fra loro, ma in questo articolo proveremo ad immaginare una linea del possibile sviluppo commerciale del Metaverso che può portare anche ad un cambio di abitudini e bisogni nella vita delle persone; magari anche con conseguenze positive per l’ambiente.

Metaverso e acquisti

Oggi molte persone soprattutto nei Paesi più ricchi vivono di consumismo; magari anche spinti dal marketing, dalle offerte commerciali o dalla (finta) necessità sociale di possesso di un tal oggetto, si spingono anche ad acquistare (di persona o online) compulsivamente beni o servizi materiali di cui probabilmente non avrebbero nemmeno bisogno.

E’ possibile ipotizzare che dal momento in cui l’esperienza immersiva nella realtà virtuale del Metaverso inizierà ad essere parte della quotidianità delle persone (ci sono degli studi che prevedono che questo si verificherà quando si arriverà all’utilizzo da parte del 10-15% della popolazione), l’acquisto di beni e servizi “fisici” potrebbe lasciare spazio parzialmente e gradualmente a nuovi bisogni legati al possesso di beni o all’utilizzo di servizi digitali.

Ma spieghiamoci meglio. Pensiamo ad esempio al settore del tessile e della moda.  Oggi, assistiamo a file interminabili davanti ai negozi per i saldi e il black Friday o a continue campagne di sconti e periodi di promozione da parte di negozi fisici e online. Può accadere invece, che in un futuro prossimo il bisogno di “sfoggiare” numerosi capi di abbigliamento, se una parte della vita sociale si svolgerà nel Metaverso, si trasformi nella moda di gestire cosa indossa e come si presenta il proprio avatar negli spazi di condivisione e contatto virtuale con gli utenti.

Nuove socialità e bisogni immersivi

Si, è vero, oggi può sembrare strano (anche se ci sono già dei metaversi che propongono e vendono questi servizi), soprattutto quando si pensa che questo può comportare una reale spesa in termini economici senza avere nulla di “fisico”. Però appunto non sottovalutiamo (come è stato fatto ai tempi per i primi social network) l’impatto forte che potrebbe avere il Metaverso su nuovi modi di vivere la socialità e di conseguenza lo sviluppo di nuovi bisogni e desideri delle persone.

Facciamo un passo ancora più nel futuro. Pensiamo al settore dei viaggi. Premesso che nonostante la mia visione progressista, ritengo che nulla potrà mai sostituire l’esperienza fisica diretta vissuta nel luogo reale (anche da buon amante del cibo). Però, come sappiamo, viaggiare necessita di tempo, disponibilità economiche e può comportare anche rischi che possono essere legati ad inconvenienti, alla sicurezza, alla salute. Immaginiamo allora la creazione di luoghi fisici che siano semplicemente l’estensione esatta, ma virtuale, di spazi reali (è in corso già la creazione del progetto Seuol Metaverse).

Infatti nel prossimo futuro si pensa che il Metaverso permetterà di visitare alcuni luoghi con un’esperienza talmente immersiva in modo da vivere realmente una città o altri luoghi come se fossimo realmente lì e questo non sarà solo ideato per svolgere un’attività di gaming o svago ma potrà anche essere utilizzato per svolgere attività di business per incontrare magari una o più persone sotto forma di avatar in vari spazi virtuali, come per esempio uffici che sono magari l’esatta copia e ubicazione virtuale di quelli reali.

E-commerce e Metaverso: nuovi spazi

Quindi è possibile, alla luce di queste ipotesi, che il futuro di una parte del commercio online che sia B2B o B2C potrà essere strettamente legato allo sviluppo, alla creazione o anche semplicemente alla vendita specializzata di prodotti e servizi digitali utilizzabili nella quotidianità del mondo immersivo. Metaverso e e-commerce, quindi, una definizione questa definitivamente molto più appropriata e globalmente valida.

Oggi la piattaforma che gestisce il singolo servizio, si pensi ad esempio a Roblox o Secondlife,  è anche l’unico venditore o il creator del servizio stesso, ma è possibile come già anche avvenuto con le grandi piattaforme di e-commerce attuali, che inizialmente vendessero solo i loro prodotti. Una volta che avremo un Metaverso principale di riferimento, la varietà e la complessità dei beni e servizi digitali offerti e/o richiesti dal mercato porteranno invece allo sviluppo di linee di prodotti o tipologie di attività specializzate e di nicchia. E questo avvierà la creazione di un mercato grandissimo di beni e servizi digitali, quindi futuri imprenditori dell’e-commerce digitale tenetevi pronti!

Metaverso, socialità ed ecologismo

Passiamo ora infine ad un ragionamento che da “buon” ambientalista mi sta molto a cuore. Premesso che nessuno vuole ipotizzare la “distruzione” della socialità e della società con persone isolate e solo costantemente connesse, però è anche vero che si sta andando verso un mondo sempre più frenetico, consumistico e votato al continuo esaurimento delle risorse limitate che abbiamo a disposizione.

Forse un giorno, proprio grazie alle nuove tecnologie legate alla realtà virtuale avremo meno bisogni fisici non sempre necessari (come il fast fashion). Avremo meno necessità di spostarci, meno sviluppo e inquinamento industriale alla ricerca come oggi del continuo aumento della produttività e meno consumo di suolo. E queste erano solo alcune delle principali ipotetiche conseguenze. Tutto questo ci permetterà di vivere in un ambiente più verde, meno inquinato, autorigenerante e magari (se saremo bravi ad autoregolarci) economicamente e socialmente molto più desiderabile di oggi.

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